Centro agricolo della bassa valle del fiume Neto, a monte della confluenza con il Vitravo. Fino al 1863, ebbe il nome di Rocca Ferdinandea, in omaggio al Re di Napoli. Ciò che si vede oggi di Rocca di Neto è il nuovo borgo realizzato dopo il terremoto del 1832. Il paese si sviluppa su assi regolari e ortogonali tra loro, interessanti sono il palazzo Marraino, la chiesa di S.Filomena, i resti del Casino dei Certosini di S.Stefano, casa Gallo-Arcuri e Santa Maria delle Terrate. All'esterno dell'abitato, sono da vedere le grotte della vecchia Rocca, la chiesa della Madonna delle sette porte e i resti del convento degli Agostiniani.