Cirò è costituito da un antico agglomerato posto attorno ai resti del castello feudale dei Carafa, oggi di proprietà della famiglia Giglio. Appartenuto prima ai Ruffo con Galeoto Carafa riaquistò prestigio. Egli avviò alcuni lavori di restauro conferendo alla struttura tratti tipicamente aragonesi ed ampliandone l'ala ovest con la costruzione del torrione pentagonale che domina oggi piazza Mavilia. Al matematico-astronomo Luigi Lilio, impiegato alla corte del principe, è attribuita la progettazione del disegno del cortile: una stella a nove punte ripetuta concentricamente ed inscritta in un cerchio. Interessanti edifici, quali la chiesa di S.Nicodemo Abate (presunta abitazione del Santo), la chiesa di S.Giovanni, la chiesa di S.Menna martire, la chiesa di S.Giuseppe, l'Orfanatrofio femminile, casa Pipita e il vignale Fortunato, sono presenti nel centro storico. Il paese diede i natali ad Antonio e Luigi Lilio, riformatori del calendario Giuliano nel 150
Geografia
L’area di Cirò sorge fra il litorale jonico crotonese e le propaggini nord orientali della Sua. Da un lato il promontorio collinare, del quale Punta Alice costituisce il vertice estremo, dall’altro il displuvio del Malocutrazzo e al centro si colloca il paese (351 metri slm) che domina la fascia costiera pianeggiante compresa fra le foci del torrente Santa Venere e il bacino del fiume Lipuda. Il territorio comunale si estende su una superficie di 70,10 kmq e possiede 5 km di spiaggia. Confina con i comuni di Cirò Marina, Melissa, Carfizzi, Umbriatico, Crucoli e con il mare Jonio. Dista 40 km dal capoluogo Crotone.